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Rom
e diritti in Italia: costruire un quadro anti-discriminazione*
Claude
Cahn - Programmes Director, European
Roma Rights Centre
Per
una persona che ha iniziato a lavorare in Italia sulla
questione rom e diritti a metà anni '90, un aspetto
in particolare risultava sorprendente: quella sorta
di paternalismo arrogante che caratterizza molte delle
organizzazioni che lavorano sulla questione rom. Per
molti in Italia il risultato da perseguire sembrava
quello di salvare i rom da loro stessi. C'era di frequente
un'aria di auto-compiacimento che nei casi estremi diveniva
qualcosa come la pietà del martire. Sembrava che, dal
momento che l'impegno con "i nomadi" è un lavoro ingrato,
coloro che lavoravano nelle associazioni che si occupavano
di rom e sinti vedevano loro stessi come sulla via della
santità. Ma siccome i salvati non sono sempre grati
agli auto-proclamati salvatori, c'erano di tanto in
tanto degli scoppi di ira, in cui l'operatore sociale
(si trattava spesso di un operatore sociale), persa
l'aurea di beatitudine, imprecava contro l'incompetenza
e l'ingratitudine degli "zingari".
In
un modo alquanto bizzarro, le politiche dello stato
italiano sembrano riprodurre questa contraddizione,
indecise tra carità e punizione. Le autorità "danno
diritti" ai "nomadi" per "preservare la loro cultura",
ma questo idillio viene intervallato spesso con raid
della polizia in cui le abitazioni vengono distrutte,
gli abitanti percossi e incarcerati, i beni frantumati,
e centinai di persone vengono lasciate sulla strada.
E non sono rari i casi in cui questi raid finiscono
con l'espulsione dei rom dall'Italia.
Nei
casi estremi, è possibile tracciare una linea evolutiva
diretta tra l'inizio caritatevole e la fine punitiva.
Si inizia con un interesse dei mezzi di comunicazione
per questo o quel campo, con tanto di indignazione per
le condizioni deplorevoli "in cui vivono i bambini".
L'interesse dell'opinione pubblica spinge le autorità
a prendere in carico il caso. Infine, arriva in massa
la polizia e i rom sono sfrattati e lasciati per strada
o espulsi dall'Italia completamente.
Altre
e più sinistre tendenze hanno coesistito e talvolta
interagito con la dinamica descritta sopra. In Italia
ci sono dei movimenti di estrema destra molto attivi
che hanno spesso spinto e promosso l'odio contro i rom.
L'Italia ha anche una burocrazia rigida e estesa che
ha giocato un ruolo importante nel assicurare l'esclusione
dei rom dalla società italiana. Un radicato sottostrato
di razzismo anti-rom costituisce la base implicita del
modo in cui i rom sono trattati nella sfera pubblica,
costituendo la forza trainante dietro decisioni come,
per esempio, il non riconoscimento dei rom come minoranza
nazionale, nonostante le indicazioni giunte in merito
dal Consiglio d'Europa.
Ci
sono sempre stati dissidenti su questi temi in Italia,
ma solo negli ultimi anni questi si sono iniziati ad
organizzare. Un primo importante impegno è stata la
mobilitazione per raccogliere informazioni per la Commissione
delle Nazioni Unite per l'Eliminazione della Discriminazione
Razziale (CERD) nel 1999. Nel successivo rapporto, il
CERD ha affermato che "alla luce delle informazioni
che indicano la presenza di discriminazioni contro persone
di origine rom, inclusi bambini, in numerose aree, in
particolare quella della qualità dell'abitare, esprimiamo
preoccupazione per la situazione di molti rom che, non
avendo accesso all'edilizia pubblica, vivono in campi
ai margini delle città maggiori. Oltre alla frequente
mancanza di servizi di base, l'abitare dei rom in questi
campi porta non solo alla segregazione fisica della
comunità rom dalla società italiana, ma anche ad un
isolamento politico, economico e culturale".
Altre
importanti iniziative degli ultimi anni includono:
-
L'azione
legale davanti alla Corte Europea per i Diritti
Umani per contestare l'espulsione collettiva di
un gruppo di rom bosniaci dall'Italia ;
-
L'azione
legale contro la campagna razzista della Lega Nord
a Verona;
-
Il
reclamo collettivo, previsto nei meccanismi della
Carta Sociale Europea, contro la segregazione razziale
dei rom in ambito abitativo e numerose altre violazioni
sistematiche del diritto ad un alloggio adeguato
;
-
una
serie di campagne nazionali ed internazionali di
sensibilizzazione sull'anti-discriminazione.
Questo
volume, di cui queste brevi note sono una presentazione,
esce in concomitanza con la nascita di una nuova iniziativa
di lotta alla discriminazione razziale contro rom e
sinti in Italia. Questa iniziativa riunisce persone
e gruppi che hanno lavorato, talvolta già da molti anni,
contro l'esclusione sistematica di rom e sinti in Italia.
Con la nascita di osservAzione, per molti versi l'Italia
si mette in linea finalmente con quello che è l'approccio
europeo alla questione rom. Per la prima volta in Italia,
abbiamo un riconoscimento istituzionale, almeno nell'ambito
delle organizzazioni della società civile, che la questione
rom è una questione di sistematica esclusione sociale
dalla società, che va affrontata con impegno e dedizione
con politiche e leggi anti-discriminazione.
Ora,
naturalmente, quello che serve è una risposta delle
istituzioni locali e nazionali sulla stessa linea e
delle dimensioni necessarie per affrontare seriamente
le questioni sul tappeto. Fare in modo che questo accada
è il lavoro che ci aspetta nel prossimo futuro.
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