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28.01.07
articolo di Giovanni Zoppoli su Alto Adige
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2
Comunicato
stampa di osservAzione [1]
[10.05.06]
Leggi articolo su Alto
Adige
[17.05.06]
I
rom saranno trasferiti nelle case. Di Antonella
Mattioli (Alto Adige)
:Cittadinanze
Imperfette. Rapporto sulla discriminazione razziale
di rom e sinti in Italia, a cura di Nando Sigona
e Lorenzo Monasta, Spartaco,
2006

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AGGIORNAMENTO
GENNAIO 2007
"Avanti
a ufficiali tedeschi ubriachi e danzanti, quei
sinti con i violini suonavano un gingol ma col
cuore piangevano lacrime" con queste parole e
gli occhi lucidi il violinista sinto altoatesino
Neves, durante la manifestazione 'Sintengre laidi'
organizzata dall'associazione Nevo Drom per la
Giornata della Memoria 2007, ha ricordato gli
oltre 500.000 sinti e rom vittime dello sterminio
nazi fascista. "Il lager di Bolzano, in cui molti
sinti e rom furono deportati, funzionò dall'estate
del 1944 fino al maggio 1954" ha raccontato Radames
Gabrielli, il presidente di Nevo Drom che ha descritto
anche come la persecuzione di rom e sinti non
sia iniziata né finita col nazismo: "Nel 1300
fu l'abilità nel lavorare i metalli che indusse
i principi balcanici a ridurre rom e sinti in
schiavitù. Oggi basta vedere quanto ancora succede
in Italia, anche qui a Bolzano, per capire che
ancora esistono i campi di concentramento, i cosiddetti
campi nomadi". A sottolineare il perpetrarsi delle
discriminazioni relative a questi popoli è stato
anche Piero Colacicchi, presidente di osservAzione,
l'associazione che lo scorso anno condusse a Bolzano
un'inchiesta-denuncia sul villaggio rom di Castel
Firmiano e sulla discarica sottostante che, non
essendo mai stata bonificata a norma di legge,
risultava ancora potenzialmente pericolosa. "Nel
mese di maggio il Comune si impegnò a eseguire
un'indagine e a darne i risultati entro il 31
agosto, ma ad oggi nessun dato è stato ancora
reso ufficiale" ha detto Piero Colacicchi, chiedendo
perciò spiegazioni all'assessore comunale alle
politiche sociali Trincanato presente in sala.
"La città di Bolzano sta affrontando un momento
molto difficile rispetto ai suoi campi sinti e
rom. La Giunta si è posta come obiettivo lo svuotamento
progressivo di entrambi, ma non è facile" ha risposto
l'assessora, che non ha potuto dare rassicurazioni
rispetto alla situazione del villaggio rom e ha
così concluso "L'indagine finora svolta sulla
discarica di Castel Firmiano è risultata insufficiente.
Stiamo perciò svolgendo un'indagine ulteriore,
di cui daremo i risultati al massimo entro marzo,
per verificare anche l'ipotesi del rischio sanitario".
I
ROM VIVONO SULLA DISCARICA E CI NASCONO ANCHE:
COSI'
A Bolzano la denuncia rivolta al
sindaco: molte patologie tra i nati, forse colpa
dei pesticidi
Di
Nando Sigona ("Diario", anno XI, n.21)
Negli
ultimi due anni otto bambini sono nati al campo
rom di Castel Firmiano (Bolzano): quattro presentano
gravi patologie, uno è morto a pochi giorni dalla
nascita e in un caso si è avuto un aborto naturale
a gravidanza avanzata. Se n'e' allarmata OsservAzione,
associazione antidiscriminazione che ad inizio
maggio ha presentato “Cittadinanze imperfette.
Rapporto sulla discriminazione razziale di rom
e sinti in Italia (Edizioni Spartaco), che ha
chiesto una verifica dello stato della bonifica
dell’area dove sorge il campo, aperto dal Comune
nel 1996 sopra un’ex-discarica di rifiuti come
“soluzione provvisoria” all’indomani dell’incendio
scoppiato presso il campo nomadi all’ex Vives.
La presenza di pesticidi e sostanze altamente
tossiche nella discarica, infatti, potrebbe spiegare
la ricorrenza delle patologie. La possibilità
è stata negata dall’ex-responsabile dell’Agenzia
provinciale per l’Ambiente che ha escluso una
correlazione tra malattie e discarica e ha affermato,
riportano le cronache locali, “non ci sono sostanze
così tossiche come i pesticidi”. Invece, secondo
uno studio tecnico commissionato dal Comune di
Bolzano alla H &T nel gennaio 2006, “nei ventisei
anni di esercizio della discarica sono stati scaricati
circa 250.000/300.000 metri cubi di rifiuti misti,
urbani, industriali, artigianali nonché materiali
di demolizione e di scavo” e che “nel 1950 si
presume che siano stati scaricati anche anticrittogamici
deteriorati dall’alluvione presso la marghesin
di Lana”. Lo studio, inoltre, riconosce la necessità
di fare fronte all’attuale situazione di rischio
per l’ambiente e i residenti nell’area della ex-discarica
“rimuovendone la cause”, considerando anche che
“il livello di bonifica e di messa in sicurezza
è rimasto quello degli anni ‘80” e quindi insufficiente
rispetto a quanto richiesto dalla legislazione
vigente e che l’incendio verificatosi nel campo
rom nel 2004 potrebbe aver danneggiato la guaina
impermeabilizzante costruita durante la bonifica.
Il
riconosciuto rischio per la salute dei residenti
e l’assurdità di un campo rom che era nato come
provvisorio e che per la sua stessa esistenza
ha reso impossibile ai residenti l’accesso alle
case popolari, perché non veniva riconosciuta
ai rom residenti il punteggio per l’emergenza
abitativa né per il sovraffollamento, spinge Francesca
Saudino, operatrice della coop. River Equipe e
avvocato di OsservAzione, a chiedere che «sia
fatta chiarezza a più presto sulla situazione
e che siano prese le misure necessarie per garantire
la salute dei residenti del campo rom e che a
questi, finalmente, sia data la possibilità di
accedere ad abitazioni dignitose in città come
chiedono da anni».
La
giunta comunale di Bolzano ha reso pubblica, per
voce del sindaco Spagnolli, la decisione di “
verificare la situazione idrologica ed ambientale
del “corpo rifiuti” presso la vecchia discarica
di Castel Firmiano. Inoltre, il sindaco ha confermato
l’intendimento dell’amministrazione di “voler
procedere in maniera celere al suo smantellamento
trasferendo quanto prima gli abitanti altrove
in accordo con l’Istituto Provinciale per l’Edilizia
Sociale. Le denunce, le proteste e l'eco avuta
sui media sembra abbiano funzionato.
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