| >comunicato
stampa
>locandina
CHI
HA PAURA DI CAPPUCCETTO ROSSO?
Visioni, musiche, parole dal mondo rom
(che è anche il nostro mondo)
teatro
Miela
Trieste
martedì 26 febbraio ore 20.30
ingresso libero
Kinemax
Gorizia
18 marzo ore 20.30
ingresso libero
|
CHI
HA PAURA DI CAPPUCCETTO ROSSO?
Scherziamo?
Nessuno teme Cappuccetto rosso! E il lupo?
Eppure se da rosso, biondo e bianchissimo (di
pelle) Cappuccetto diventasse uno zingaro e i
protagonisti della storia fossero bambini rom,
certamente più di qualcuno penserebbe che
è il caso di preoccuparsi.
Troppo
spesso le singole e differenti voci si fanno coro
indignato quando si parla di zingari.
Troppo spesso la conoscenza non trova spazio,
e spadroneggia il luogo comune: ladri, isolati,
scansafatiche… Meglio chiuderli nei campi.
Campo. Una parola che nel Novecento ha avuto il
tragico senso delle stragi naziste, e del genocidio
di ogni diversità: ebrei, comunisti, anarchici,
omosessuali e, ovviamente, rom e sinti. Eppure
si usa questa parola e si costruiscono campi.
Il campo è chiusura, è marginalità,
è la negazione di ogni diritto, anche del
diritto a una libera esistenza. E’ il paradigma
biopolitico dell’Occidente e della sua prepotenza.
In Italia sono moltissimi i campi. Ma anche nell’ex
Jugoslavia. Qui i rom, schiacciati tra le parti,
hanno fatto più di tutti le spese di una
sanguinosa e ottusa guerra condotta in nome delle
presunte pure origini di genti e terre. Qui vivono
in molti ancora nei campi profughi.
Siamo
andati in un campo, in Kosovo.
Le bambine e i bambini rom ci hanno raccontato
una storia.
La loro storia di Cappuccetto rosso.
Tutto
questo è diventato un cortometraggio. Pensato
per i ragazzi, per le scuole. E per tutti coloro
che vogliono scoprire le cose da vicino.
Un tentativo di dare voce e visibilità
a coloro ai quali viene negata sistematicamente.
Un modo per cercare e costruire vicinanze e solidarietà
con chi ci assomiglia più di quanto sia
possibile immaginare. |