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Petizione
contro i decreti
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Editoriale di Alessandro
Simoni
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Annullati!
Il Tribunale di Cosenza invalida
gli 82 decreti di allontanamento emessi dal Prefetto
di Cosenza
Si
è conclusa positivamente la vicenda degli
82 ricorsi contro i provvedimenti di allontanamento,
emessi dal Prefetto di Cosenza, nei confronti
di altrettanti cittadini rom rumeni che da diversi
anni risiedono nella città di Cosenza.
I provvedimenti di allontanamento erano stati
disposti in seguito all’operazione di polizia
effettuata alle prime luci dell’alba del
1 ottobre 2009 nel campo di Vaglio Lise di Cosenza
e voluta dalla Procura di Cosenza. Circa 400 addetti
delle forze dell’ordine (polizia, carabinieri,
guardia di finanza) hanno fatto irruzione nell’accampamento
sorto sul greto del fiume Crati, al fine, così
è stato dichiarato, di effettuare un “semplice
controllo”. Gli abitanti del campo sono
rimasti per ore in balia di questi controlli,
culminati per molti di loro, neonati inclusi,
in interminabili attese all’interno della
Questura di Cosenza, senza cibo né acqua.
Su tutta questa strana operazione intendiamo fare
piena luce, perché troppi sono i dubbi
che permangono. Ricordiamo che le forze di polizia
hanno trattenuto per 4 giorni i documenti dei
cittadini comunitari, violando le più elementari
norme di diritto. In data 5 ottobre 2009 i cittadini
rom rumeni, insieme ai documenti sequestrati,
hanno ricevuto anche un provvedimento di allontanamento
notificato di persona all’interno del campo
rom. Alla base di questi provvedimenti, sono state
poste le seguenti motivazioni:
- Il
cittadino rumeno non è in grado di dimostrare
la data di effettivo ingresso in Italia;
- il
cittadino rumeno non è in grado di dimostrare
mezzi leciti di sostentamento;
- il
cittadino rumeno vive nel territorio italiano
senza fissa dimora;
pertanto
avrebbe rappresentato, a giudizio del Prefetto
di Cosenza, una potenziale minaccia concreta effettiva
e grave ai diritti fondamentali della persona,
ovvero all’incolumità pubblica, rendendo
incompatibile la civile convivenza. A proposito
di civile convivenza e di effettività dei
diritti fondamentali della persona, vogliamo una
volta ancora sottolineare come le ripetute richieste
da parte della comunità rom e delle numerose
associazioni cittadine, per garantire condizioni
igienico sanitarie minime all’interno del
campo di Vaglio Lise, siano state puntualmente
ignorate e disattese, dall’Amministrazione
comunale di Cosenza, che in più di un’occasione,
per bocca dell’Assessore Francesca Bozzo,
pubblicamente ha dichiarato la “non competenza”
del Comune in materia.
Un’operazione tanto grave, come quella voluta
dal Prefetto di Cosenza, non solo rappresenta
un triste precedente in materia di espulsione
collettiva di cittadini comunitari, quanto attribuisce
agli stessi cittadini rom, colpe e responsabilità
che sono invece delle amministrazioni e degli
enti competenti.
Per fortuna i giudici chiamati ad esaminare i
ricorsi depositati, hanno ritenuto che in base
alle motivazioni sopra esposte, “non si
ravvisano presupposti tali da giustificare l’emissione
dei decreti di allontanamento”, ritenendo,
addirittura, gli stessi provvedimenti adottati
dal Prefetto “viziati da violazione di legge”.
Esprimiamo piena soddisfazione per l’esito
dei ricorsi e ringraziamo tutti coloro i quali
hanno dato il proprio contributo esprimendo solidarietà
e supporto alla comunità rom di Cosenza.
Adesso,però, è tempo che quei tavoli
interistituzionali, più volte ipotizzati,
inizino a lavorare concretamente per individuare
soluzioni alloggiative, come ad esempio un’area
sosta attrezzata, tali da garantire alla comunità
rom di Cosenza dignità e diritti finora
negati.
Cosenza,
13 novembre 09
Il
Comitato Rom di Cosenza
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