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Rassegna
stampa sulla situazione di Bolzano:
Comunicato
di osservAzione sul caso Cigolla
28.01.07
articolo di Giovanni Zoppoli su Alto Adige
1 -
2
Comunicato
stampa di osservAzione [1]
[25.06.06]
Per
sinti e rom una vita ai margini - In un libro
le discriminazioni palesi e striscianti contro
i nomadi. Anche a Bolzano
(su "Alto Adige")
[06.06.06]
Bolzano
- Castel Firmiano e i Rom. Di osservAzione
(su "Alto Adige")
[26.05.06]
I rom vivono sulla discarica
e ci nascono anche: cosi'. Di Nando Sigona
("Diario", anno XI, n.21)
[17.05.06]
I
rom saranno trasferiti nelle case. Di Antonella
Mattioli (su "Alto Adige")
[10.05.06]
"Anche i pesticidi finiti in quella discarica":
leggi articolo su Alto
Adige
Cittadinanze
Imperfette. Rapporto sulla discriminazione
razziale di rom e sinti in Italia, a cura di Nando
Sigona e Lorenzo Monasta, Spartaco,
2006

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Sinti
a Firmian, caso nazionale
Dossier
contro l'Ipes all'Ufficio anti-discriminazioni
presentato dall'associazione Osservazione: "Inaccettabili
le parole di Cigolla e Pürgstaller"
"Sono cittadini italiani hanno diritto all'alloggio
l'assessore non può ignorarlo"
da
Alto Adige, VENERDÌ, 02 FEBBRAIO
2007
BOLZANO.
La polemica sulle famiglie nomadi insediate nei
nuovi condomini dell'Ipes a Firmian diventa un
caso nazionale. L'associazione Osservazione, una
onlus che si occupa dei diritti di Sinti e Rom,
ha segnalato le dichiarazioni dell'assessore Cigolla
e del presidente dell'Ipes Pürgstaller all'Ufficio
nazionale anti-discriminazioni razziali (Unar)
presso la presidenza del consiglio dei ministri.
Secondo Osservazione, Pürgstaller e Cigolla
avrebbero utilizzato espressioni discriminatorie
nei confronti dei nomadi che vivono a Bolzano.
"I
sinti, che alla stregua di altre minoranze si
distinguono per alcuni tratti culturali, sono
cittadini italiani - dice Piero Colacicchi, presidente
di Osservazione -. A questo proposito è
sconcertante l'affermazione dell'assessore Cigolla
quando dichiara: "non si può mettere
assieme il diavolo e l'acqua santa. Se qualcuno
ha dubbi, può chiederlo a chi abita vicino
ad una famiglia di nomadi", aggiungendo poi
che per i "nomadi" deve essere precluso
l'accesso alle case Ipes e vanno preferite soluzioni
come le microaree. Come se il fatto di essere
sinti escludesse dai diritti di cui godono tutti
i cittadini italiani".
"Siamo
d'accordo che le microaree - prosegue Colacicchi
-, quando realizzabili, siano una soluzione abitativa
da tenere in grande considerazione, soprattutto
in alternativa ai campi-ghetto tipo la Spaghettata,
ma vogliamo ricordare che chi accede agli alloggi
ha presentato una regolare domanda e ha maturato
punteggio sufficiente, e cioè vuole vivere
in un alloggio avendone tutti i diritti".
"Troviamo
grave che si ponga tanta enfasi nel parlare della
distribuzione negli alloggi delle famiglie sinte,
soprattutto perché l'assegnazione non è
avvenuta casualmente: nella testa di chi ha stabilito
le destinazioni, è prevalso il pregiudizio
verso "nomadi" o "zingari"
o "sinti". Ancora più grave è
che questa concentrazione sia avvenuta, come sostenuto
dal presidente dell'Ipes Pürgastaller "perché
in questo modo sono più facili da controllare".
Attribuire caratteristiche negative a bambini,
donne e uomini di cui non si conosce la storia
personale e riservare loro un trattamento - che
ad altri non verrebbe riservato - solo perché
queste persone appartengono ad una determinata
categoria ha un nome: discriminazione razziale.
Grave soprattutto quando a promuoverla non è
lo sfogo di una qualche minoranza estremista,
ma la scelta consapevole del presidente di un
ente pubblico".
Colacicchi
va giù duro: "Scelte del genere, oltre
ad andare contro i principi costituzionali e quelli
di diritto internazionale, sono contrari al buon
senso, in quanto riproducono la logica del "concentra
e controlla" sempre biasimabile. La medesima
fallimentare logica rinvenibile dietro ai campi
nomadi e che oggi in ogni città - non solo
in Italia - si tenta di superare. Pertanto la
nostra associazione ha provveduto a denunciare
il caso all'Unar presso la Presidenza del Consiglio
dei Ministri, e all'Errc - organismo europeo di
difesa dei diritti di rom e sinti".
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