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Materiali:
The
latest public enemy: Romanian Roma in Italy,
intervento di Nando Sigona al Comitato
di Esperti su Rom e Sinti (MG-S-ROM) del Consiglio
d'Europa
Comunicato
ASGI sul decreto d'urgenza n. 181 del 1/11/2007
Lettera
dell'On. Mercedes Frias al Ministro Amato
Cittadinanze
Imperfette. Rapporto sulla discriminazione
razziale di rom e sinti in Italia, a cura di Nando
Sigona e Lorenzo Monasta, Spartaco,
2006

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In
tempi di caccia alle streghe
Di Nando Sigona
Il clima è dei peggiori, di quelli che
non lasciano presagire niente di buono. Una cacofonia
di voci dai più remoti angoli dello spettro
politico si uniscono intorno a parole d'ordine
come emergenza, urgenza, minaccia alla pubblica
sicurezza, nemico pubblico. Presto a qualcuno
verrà anche in mente di richiamare gli
untori, la paura di epidemie e di malattie sconosciute.
L’aria che si respira in Italia è
elettrica e piena di tensione. E la cosa ci preoccupa,
perchè questi tentativi, anche se spesso
maldestri, di unire la nazione contro la nuova
ultima minaccia - niente di meno che gli zingari!
- ricorda le imprese di una sgangherata armata
brancaleone. Ma purtroppo anche i tentativi maldestri,
fatti di annunci strombettanti e rettifiche a
mezza voce, producono effetti gravi e pericolosi.
Non sorprende che gruppi e gruppuscoli più
o meno neofascisti stiano alzando il tiro alla
ricerca di visibilità e di obiettivi facili
e alla loro portata. Il clima è proprio
quello giusto. La situazione sta sfuggendo dalle
mani degli imprenditori della politica istituzionale,
per lasciare spazio a chi offre misure immediate,
violente, a quelli che cercano di capitalizzare
sulle paure della gente, paure spesso costruite
abilmente con il contributo di giornalisti compiacenti,
spregiudicati e talvolta apertamente razzisti.
La politica spettacolarizza il dolore delle vittime
e la brutalità della violenza, usa le risorse
dello stato per mettere in scena lo spettacolo
della vendetta e utilizza il decreto come simbolo
e come pretesto. Manda i vigili e i bulldozer
a distruggere le baracche di qualche centinaia
di persone, i poliziotti a fare controlli a tappeto
negli accampamenti di fortuna, controlli che sono
serviti a creare paura tra chi li ha subiti, a
raccogliere un bel po’ di impronte digitali,
ma poi non hanno prodotto che una manciata di
provvedimenti di espulsione, chiama a raccolta
i giornalisti per raccontare con immagini ben
costruite la pronta risposta delle istituzioni,
pubblica in fretta e furia, sull’onda dell’emotività
popolare, un decreto di urgenza che modifica una
norma già esistente e lo fa giocando con
i termini, più per dimostrare che qualcosa
è stato fatto che per fare davvero qualcosa.
Quanto sta accadendo suscita preoccupazione e
deve essere seguito con attenzione. Il coro di
voci che si solleva a sostegno della campagna
d’autunno contro i rom e i romeni, e meglio
ancora contro i rom romeni, unisce il nuovo condottiero
del partito democratico e il sindaco manager di
Milano, il crociato fiorentino che cita Marx a
sproposito nella sua battaglia epica contro i
lavavetri e i suoi tristi imitatori sparsi per
l’Italia, il leghista condannato per razzismo
ma poi eletto con una valanga di voti perchè
ha avuto il coraggio di dire ‘fuori gli
zingari dalla città’ e l’ex-operaio
torinese che dice di sapere cosa significa emigrare
ed essere poveri. Tanta unanimità fa proprio
paura.
Quello che ci
resta da fare è cercare alleati, dentro
e fuori l’Italia, tra coloro che avvertono
il pericolo e la minaccia di questo clima, monitorare
la situazione, i media, e l’applicazione
delle norme d’emergenza, ma soprattutto
essere vigili rispetto alla tutela dei diritti
fondamentali delle persone. Purtroppo al momento
sembra una battaglia impari ma che vale la pena
combatterla, il pessimismo della ragione e l’ottimismo
della volontà, diceva qualcuno.
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