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stesso autore:
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Nota
di Domenico Pizzuti sul caso Angelika
"Nel
clima poco favorevole a immigrati e rom, non ci
si può sottrarre all’impressione
di un atto di carattere dimostrativo che non onora
la civiltà giuridica del nostro paese e
della nostra città" [Domenico Pizzuti]
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Napoli: un villagio per i rom con un bilancio
sociale
Domenico
Pizzuti
Nel servizio pubblicato il 15 luglio su Repubblica
Napoli in merito alle soluzioni per la sistemazione
degli occupanti gli immobili dell’ex fabbrica
Iri di viale Umberto Maddalena si faceva riferimento
alla costruzione di un villaggio attrezzato per
i rom del campo “nomadi” di via Cupa
Perillo, sulla base di un progetto approvato da
una delibera di giunta comunale con un finanziamento
regionale di 9 milioni di euro. E’ un impegno
meritorio del Prefetto Pansa con il comune di
Napoli per il superamento del “campo”
di via Cupa Perillo, e l’ inizio dei lavori
per la costruzione del villaggio era indicato
per dopo l’estate.
Come cittadino e volontario del “Comitato
campano con i rom” per la promozione dei
diritti e la salvaguardia della vita delle comunità
rom a Napoli ed in Campania, abbiamo voluto verificare
presso la Regione Campania la disponibilità
effettiva del finanziamento di 7 (e non 9 ) milioni
di euro deliberato dalla precedente Giunta Regionale
per la realizzazione del progetto del Comune di
Napoli. Dall’informativa ricevuta risulta
che la somma in questione – insieme ad altri
finanziamenti - è bloccata per rispondere
alle esigenze del patto di stabilità in
ragione del buco finanziario riscontrato dalla
nuova amministrazione regionale; nei prossimi
giorni si svolgeranno riunioni presso il Ministero
(del tesoro) per il "piano di rientro”
che consentirà di definire le risorse effettivamente
disponibili dalla Giunta Regionale per l’anno
finanziario in corso; ai principi di settembre
sono previste le decisioni politiche in merito
alla rimessa in bilancio o alla revoca dei progetti
a suo tempo finanziati per le politiche sociali.
E’ un percorso che non è solo formale
o finanziario e su cui occorre aprire una discussione
pubblica con le Istituzioni ed associazioni interessate
e soprattutto con le famiglie rom del campo secondo
gli orientamenti alla partecipazione più
volte ribaditi dalla Commissione Europea per la
formazione delle decisioni che li riguardano.
In primo luogo, a nostro avviso, si tratta di
dar compimento al piano previsto dal Ministero
dell’ Interno per gli interventi successivi
al censimento - realizzato in Campania nei mesi
di giugno-luglio 2008 (2784 censiti a Napoli e
Provincia) - che prevedevano la chiusura dei campi
non autorizzati, la realizzazione di villaggi
attrezzati dotati dei servizi essenziali, l’avviamento
al lavoro dei giovani e soprattutto la scolarizzazione
dei minori nomadi che secondo il censimento anche
a Napoli sono più della metà di
coloro che vivono in questi insediamenti. Il progetto
elaborato dal Comune di Napoli – di cui
non siamo riusciti ad avere copia cartacea in
nome della trasparenza amministrativa si fa per
dire! - prevede la costruzione di due unità
abitative con moduli monofamiliari per circa 200
persone (delibera Comune di Napoli n. 1261 del
30 luglio 2009), che non esaurisce le 565 persone
censite nel campo spontaneo di Scampia. Avranno
accesso ai nuovi insediamenti abitativi coloro
che hanno il permesso di soggiorno, per cui è
in atto sulla base dei dati del censimento, una
verifica delle posizioni degli abitanti dei campi
per il rilascio del permesso di soggiorno nell’ambito
delle norme vigenti.
In secondo luogo, si deve tener conto delle speranze
suscitate con il censimento a cui le famiglie
rom del campo hanno volontariamente cooperato,
in vista di un risconoscimento legale e di una
sistemazione abitativa vivibile, se si tiene conto
delle precarie abitazioni (“baracche”)
in cui un buon numero di famiglie ha vissuto per
ventincinque anni e più senza servizi essenziali
nell’indifferenza delle istituzioni e della
popolazione circostante, e del degrado dell’area
che abbiamo più volte denunciato anche
per l’emergenza estate senza risposte effettive.
Prima di prendere una decisione che riguarda la
vita di donne e bambini nati in Italia e che frequentano
da tempo gli istituti scolastici, invitiamo il
Presidente ed i componenti della Giunta Regionale
ad una visita in loco.
Al di là di considerazioni ragioneristiche
di bilancio, si tratta di una motivata scelta
di civiltà a favore della vita delle famiglie
che abitano il campo, di cui si è fatto
promotore un Ministro leghista ed attuata dal
Commissario straordinario per l’emergenza
relativa agli insediamenti rom in Campania Prefetto
Alessandro Pansa. Invitiamo il Presidente Caldoro
in nome della legalità e civiltà,
e della solidarietà sociale che caratterizza
il suo pedigree politico, a rimettere in bilancio
il finanziamento previsto per l’attuazione
del progetto del Comune di Napoli, per dare compimento
al piano formulato dal Ministero dell’ Interno
e per cui personalmente, con il “Comitato
campano con i rom” , siamo disponibili per
ogni coerente collaborazione.
Torneranno i conti, caro Presidente Caldoro, con
un bilancio sociale!
Napoli,
21 luglio 2010 |