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Cittadinanze
Imperfette. Rapporto sulla discriminazione razziale
di rom e sinti in Italia, a cura di Nando
Sigona e Lorenzo Monasta, Spartaco,
2006

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Roma
nun fa la stupida…
Di Lorenzo Monasta e Nando Sigona, osservAzione
Dall’inizio
di quest’anno, grazie alla rassegna stampa
quotidiana di Stefano Montesi, stiamo osservando
quello che succede a Roma più nel dettaglio.
Saremmo
portati a pensare che nella capitale di uno Stato
che ha fatto sue le leggi europee anti-discriminazione,
ed ha istituito l’ufficio anti discriminazione
razziale (UNAR), vi sia più rispetto per
le minoranze e per i gruppi emarginati. Saremmo
portati a pensare che in tale città non
si attuino sgomberi che non offrano a famiglie
intere abitazioni alternative, quindi sgomberi
illegali. Saremmo portati a pensare che nella
Roma di oggi non sia possibile rimpatriare a Sarajevo
persone che sono scappate da lì oltre 20
anni fa [1] o che non ci hanno mai messo piede
e che per tutti questi anni hanno vissuto a Roma,
e che per negligenze istituzionali si trovano
ancora in un limbo giuridico, quando da allora
avrebbero dovuto aver riconosciuto il diritto
d’asilo. Si tratta spesso di famiglie i
cui figli, pur essendo nati in Italia, sono talmente
apolidi da non avere neppure il riconoscimento
di apolidia. Si penserebbe che in uno stato democratico
nato dall’antifascismo, non si lascino per
strada, in conseguenza di uno sgombero, anziani
che erano stati rinchiusi in campi di concentramento
fascisti, e a cui lo Stato non ha mai riconosciuto
un risarcimento [2]. A che serve la memoria? A
che serve ai sindaci di sinistra celebrare il
25 aprile?
In
Italia non vi è il reato di accattonaggio.
Eppure succede che a persone che suonano per strada
vengano sequestrati gli strumenti musicali, come
a Roma, ma anche a Milano, Verona, Brescia e ovunque
le forze dell’ordine e le istituzioni ritengano
di poter commettere abusi nei confronti di persone
che, essendo ai margini, ben poco possono fare
per contrastarli. I Rom vengono spesso accusati
di sfruttare i loro bambini, come si accusavano
i comunisti di mangiarli, senza pensare alla possibilità,
nonostante il multiculturalismo sbandierato, di
comprendere i diversi rapporti che intercorrono
in altre culture tra genitori e figli. Gli abusi
esistono. Esistono forse in misura maggiore in
realtà emarginate, esistono però
anche nelle famiglie italiane perbene. Certo,
quando succede che il “mostro” sia
uno di “noi”, non comprendiamo come
quel signore insospettabile, gentile e che salutava
sempre, potesse rivelarsi diverso dallo stereotipo
di “mostro” che abbiamo in mente.
Facile invece, con lo stereotipo di zingaro-ladro-sfruttatore
di bambini, reprimere ogni Rom e Sinto, definiti
in altri tempi razza criminale per natura.
I Rom vengono spesso accusati di borseggio. Ed
è proprio un’azione anti-borseggio
della polizia nella metropolitana di Roma che
ha, invece, fatto sì che a musicisti Rom
venissero indebitamente sequestrati strumenti
musicali [3; 4]. Nelle città civili, i
suonatori di strada possono ottenere un permesso
temporaneo, pagando una piccola tassa al Comune.
Questo consente di considerarla un’attività
regolare, cosa a cui le amministrazioni italiane
tengono molto, senza rendersi conto che sono esse
stesse a violare i diritti fondamentali delle
persone.
Veltroni,
sterminali tutti e smettiamo di balbettare azioni
senza pianificazione né senso. Riveliamoci
per quello che in realtà abbiamo in mente.
Se non si è in grado di trovare vere alternative
al pensiero di destra che vuole gli zingari in
altri luoghi ma non a “casa nostra”,
che li vuole in campi di raccolta, che vuole i
campi sorvegliati, che poi afferma che è
contro i campi, lasciandoci con il dubbio che
sia contro i campi attuali in cui è consentito
ai Rom e Sinti di uscire. “Delocalizzare
i campi”. Così, il consigliere comunale
Schiuma di AN, facendo i complimenti al sindaco
Veltroni, definisce la sua nuova politica [5].
Tuttavia c’è sempre qualcuno che
si lamenta: delocalizzare va bene, ma non a Viterbo,
come fa notare la senatrice Allegrini di AN[6]
. E allora? Delocalizzare dove?
Se
la sinistra italiana subisce il fascino dell’ordine,
si lasci andare. Del resto, la crisi della social
democrazia tedesca è stata ideale per l’avvento
del nazismo. Smettiamo di trattare gli zingari
come “pregiudicati” in modo informale.
Che si faccia una legge in Italia che sancisca
che gli zingari vanno perseguiti in quanto zingari,
che si dica che vanno sgomberati tutti gli insediamenti
di zingari e nomadi, e che si provveda a cacciarli
una volta per tutte dal “nostro” Paese,
o che vengano concentrati in campi di raccolta,
sorvegliati e delocalizzati, dove si attiveranno
percorsi di rieducazione – non è
così che facevano anche i fascisti sessanta
anni fa? – che in fondo sappiamo senza speranza,
ma giusto per sentirsi buoni.
Il
sindaco Veltroni, affermando che vi saranno altri
sgomberi, dice: “Anche in questi casi cercheremo
di fare in modo che l'impatto sociale sia ridotto
al minimo e ricollocheremo coloro che ne hanno
il diritto [7].” Chi stabilisce “chi
ne ha diritto”, quando note organizzazioni
che da anni lavorano con i Rom sostengono che
tali azioni non hanno senso? “Anche in questi
casi lavoreremo per far convivere le operazioni
di sgombero con il sostegno agli esseri umani”.
Come? È evidente che queste azioni colgono
di sorpresa sia i Rom che il privato sociale che
da anni collabora con il Comune. “Nel momento
in cui queste persone arrivano nella nostra città
diventano un nostro problema.” Queste persone?
Queste “persone” si trasformano da
persone in problemi. “Non è sostenibile
una linea che dice ‘non devono stare in
alcun luogo’. Mi auguro che ci sia un cambio
di passo da parte di chi segue questa opinione”.
Non comprendiamo se stia parlando del prefetto
Serra, o del Vaticano per il quale in occasione
del giubileo, Rutelli aveva fatto “ripulire”
la città da buona parte di “queste
persone”.
Del
resto è un consigliere della Democrazia
Cristiana a lamentarsi del fatto che le azioni
di Veltroni non siano sufficientemente incisive
e che nonostante le sue proteste [8], “i
nomadi sono ancora lì e più di prima,
con roulotte, camper e tende a occupare i 500
posti auto del parcheggio realizzato per il Giubileo
del 2000”. Si lamenta che i romani per quel
parcheggio, ora occupato da “nomadi abusivi”,
debbano pagare. Dove parcheggeranno i romani?
Da
tempo non pare vi siano molte differenze tra le
politiche della destra e quelle della sinistra.
Le uniche differenze sono nelle dichiarazioni,
più interventiste della destra che vuole
tornare ai campi di concentramento (o di “raccolta”
come afferma l’ex vice premier Fini [9],
che trovando dei sinonimi ci crea una certa confusione),
più ambigue quelle della sinistra che tuttavia
subisce l’ossessione della sicurezza e non
è in grado di organizzare una pianificazione
seria e sostenibile, che coinvolga i Rom, in realtà
considerati incapaci di svolgere questo ruolo.
La città di Veltroni sgombera senza alternative,
sequestra strumenti di lavoro, rimpatria persone
che hanno diritto al rifugio, smembra in questo
modo famiglie già da sempre lasciate ai
margini.
Il
prefetto Serra afferma che i campi abusivi verranno
smantellati . Sono abitati principalmente da cittadini
romeni. La Romania è in Europa, e da tanto
tempo molti dei nostri industriali hanno spostato
là le loro produzioni. Anche questa si
chiama “delocalizzazione”. Il lavoro
costa meno. E spesso questi industrialotti discriminano
i lavoratori Rom, ben consigliati dai romeni “etnici”.
Agli italiani va bene così. Cosa importa
dei costi sociali dell’unificazione europea?
Prendiamone solo i lati positivi. Sfruttiamo il
lavoro in Romania, lasciamo a casa i lavoratori
italiani, che frustrati vedono gli stranieri come
un pericolo. Cresce la fobia dell’altro
e attecchiscono meglio i discorsi miopi di chi
istiga al razzismo. E le frange emarginate di
romeni che migrano in Italia? Vanno cacciati e
repressi. O sfruttati sul lavoro anche qui, da
cittadini “insospettabili” che si
arricchiscono con il lavoro nero, ma sono dei
nostri.
Di
quale sicurezza e legalità parla Todini,
capogruppo di AN al XX Municipio romano [11]?
L’Italia non ha ancora riconosciuto la minoranza
Rom e Sinta, nonostante le molte richieste e condanne
di istituzioni europee ed internazionali. L’Italia,
che ha generato l’infame fenomeno dei campi
e che per questo ha ricevuto pesanti critiche
internazionali, fa ora credere che i fautori dei
campi siano i “nomadi” o gli “zingari”.
Come in altri tempi si faceva credere che gli
ebrei non si lavassero, dopo che erano stati rinchiusi
in ghetti angusti e senza servizi.
A
Roma si discute di campi abusivi e regolari, come
se i campi regolari non fossero anch’essi
lo stato d’eccezione imposto a gruppi minoritari
privati dei loro diritti. Non esistono “campi
nomadi” che possano sfoggiare l’etichetta
di campi regolari. Lo Stato italiano non è
in grado ad oggi di offrire sufficienti garanzie
alle comunità Rom e Sinte per iniziare
un serio lavoro partecipativo ed uscire da questa
situazione, divenuta drammatica per la negligenza
dello Stato.
Gli
zingari vanno sorvegliati a priori. Gli zingari
possono vivere in campi “regolari”
privi di acqua e servizi, le cui abitazioni non
rispettano alcun requisito di abitabilità.
Nei campi Rom non c’è bisogno di
mandato di perquisizione per entrare nelle abitazioni,
né di tanti permessi per radere al suolo
le case e sequestrare beni che le famiglie vi
custodiscono.
A
coloro che hanno a cuore la legalità, proponiamo
un esercizio. Studiamo insieme la legislazione
approvata dall’Italia. Sveliamo gli abusi
e le negligenze istituzionali. Facciamo due conti
su quanto hanno finora subito le comunità
Rom e Sinte.
Ci
chiediamo, infatti, per quale ragione ipocrita
lo Stato italiano abbia firmato carte dei diritti
e approvato leggi anti-discriminazione. Siamo
preoccupati dell’abuso constante delle autorità
e delle amministrazioni – di destra e di
sinistra – sulle comunità Rom e Sinte.
La miopia del pregiudizio fa pensare che riguardi
solo “loro”, ma è un abuso
che non può non riflettersi su ogni persona
e su ogni diritto.
[1]
NOMADI, SANT'EGIDIO: «MADRE ESPULSA E SEPARATA
DA TRE FIGLI». Omniroma, gca 161948, 16
aprile 2007.
[2] CAMPO BOARIO,CAPODARCO: DOMANI SGOMBERO ROM,TRA
LORO EX DEPORTATI. Omniroma, gca 022104, 2 aprile
2007.
[3]METRO, ACCATTONAGGIO E BORSEGGI: VIGILI IDENTIFICANO
50 NOMADI. Omniroma, rpu 221812 22 febbraio 2007.
[4] CONTRASTO MENDICITÀ INFANTILE, CONTROLLATI
ROM IN METRO ROMA. ANSA, CRO S41 QBXL, 22 febbraio
2007.
[5] NOMADI, SCHIUMA(AN): BRAVO SINDACO, DELOCALIZZAZIONE
È STRADA GIUSTA. Omniroma, red 061655,
6 marzo 2007.
[6] NOMADI, ALLEGRINI(AN): «VELTRONI NON
SCARICHI PROBLEMI SU VITERBO». Omniroma,
red 061211, 6 marzo 2007.
[7] NOMADI,VELTRONI:«NUOVI SGOMBERI,SI COMINCIA
DA CAMPO VILLA TROILI». Omniroma, asv 061628,
6 marzo 2007.
[8] NOMADI, DESIDERI (DC): «SAXA RUBRA SGOMBERATA?
TUTTA UNA FARSA». Omniroma, red 061456,
6 marzo 2007.
[9] NOMADI: FINI, PER ROM CENTRI DI RACCOLTA E
CULTURA INTEGRAZIONE. Adnkronos, Rre/Col/Adnkronos,
14 aprile 2007.
[10] ROM, SERRA: «CAMPI ABUSIVI SARANNO
SMANTELLATI». Omniroma, gmv 221223 22 febbraio
2007.
[11] SAXA RUBRA, TODINI (AN): «FINALMENTE
DALLE PAROLE AI FATTI». Omniroma, red 231356,
23 febbraio 2007.
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