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Sottoscrizione
per le spese di difesa dei genitori delle bambine
rom morte a Livorno
Livorno,
un po' di chiarezza
Rassegna
stampa sulla vicenda di Livorno dal
sito
di Africa Insieme
Cittadinanze
Imperfette. Rapporto sulla discriminazione
razziale di rom e sinti in Italia, a cura di Nando
Sigona e Lorenzo Monasta, Spartaco,
2006

"Per
risolvere un problema complesso come quello dell'integrazione
dei rom tutti i livelli istituzionali devono cooperare,
e sottolineo la necessità che vi siano
le risorse necessarie"[Paolo Ferrero, ministro].
Leggi
'Livorno, i rom e il diritto
all'abitare' di osservAzione
Leggi
il comunicato
stampa di 'Rom e Sinti Insieme'
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l'articolo apparso il 14 agosto 2007 sull'International
Herald Tribune con intervista a Piero Colacicchi
(osservAzione)
L'intervento
di Alberto Burgio su Il Manifesto 17 agosto 2007
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PER
LA DIFESA DEI GENITORI DELLE BAMBINE ROM MORTE
A LIVORNO
Dopo
il rogo delle baracche in località Pian
di Rota (Livorno), nella notte tra il 10 e l’11
Agosto 2007, i genitori sono stati fermati dalla
Polizia e trattenuti nel carcere “Le Sughere”.
La Procura ha contestato loro due accuse. Da un
lato, l’abbandono di minore (i genitori
non sarebbero stati presenti al momento del rogo,
e avrebbero lasciato soli i bambini in situazione
di pericolo); dall’altro, incendio colposo
(secondo l’accusa, il rogo sarebbe stato
accidentale, provocato da una candela rimasta
accesa, o da un fuoco spento male).
All’udienza di convalida del fermo di polizia,
tenutasi tra il 14 e il 15 Agosto 2007, il Giudice
per le Indagini Preliminari ha ritenuto infondata
l’accusa di incendio colposo. Molti indizi
hanno invece spinto il Giudice a chiedere ulteriori
indagini per verificare l’ipotesi dell’aggressione.
Le fiamme si sono sviluppate all’improvviso,
con una violenza che sembra escludere l’ipotesi
di un incidente. Una candela accesa, o un piccolo
fuoco spento con disattenzione possono incendiare
delle baracche di legno: ma le fiamme si propagano
in tempi relativamente lenti, non provocano un
rogo violento ed improvviso. Perché si
produca un “muro di fuoco” così
alto da lambire la strada sopra il cavalcavia,
è necessario invece l’innesco di
materiale infiammabile: e l’ipotesi di una
bombola del gas è stata ampiamente smentita,
perché nessuna traccia è stata trovata
sul posto.
Tuttavia, il Giudice non ha ritenuto infondata
l’ipotesi dell’abbandono di minore:
non perché i genitori non fossero presenti
al momento del rogo – questa ipotesi è
stata smentita dal Magistrato – ma perché,
al momento della fuga, i genitori potrebbero non
essersi preoccupati con sufficiente attenzione
dei bambini.
Di conseguenza, il Giudice ha chiesto agli inquirenti
di muoversi in due direzioni: verificare l’ipotesi
dell’aggressione e indagare sul comportamento
dei genitori.
Il
23 Agosto 2007, la Procura, la Questura e i Vigili
del Fuoco di Livorno, pur affermando di continuare
gli accertamenti «senza escludere apriori
nessuna ipotesi», dichiaravano improbabile
la tesi dell’aggressione, avvalorata solo
pochi giorni prima dal GIP (si veda in particolare
«Arresti domiciliari, strada in salita»
e «L’aggressione esclusa dai Vigili
del Fuoco», in Il Tirreno, cronaca di Livorno,
23 Agosto 2007). Noi riteniamo che debba essere
seguita l'indicazione del Giudice, che ha invitato
ad indagare con particolare attenzione proprio
sull'ipotesi dell'aggressione.
In
una intervista pubblicata sulla cronaca regionale
toscana de La Repubblica, il 29 Agosto 2007, il
legale dei cittadini rumeni, avvocato Andrea Callaioli,
ha ricordato l’impressionante sequenza di
incendi, attentati ed episodi di violenza che,
nei mesi scorsi, hanno colpito rifugi di persone
senza fissa dimora nel territorio livornese: il
27 Ottobre 2006, nei pressi della Stazione, in
locali occupati da persone senza casa; il 25 Dicembre
2006, nella baracca di un cittadino slavo in Via
Firenze; il 28 Dicembre 2006, all’insediamento
sotto le logge del Palazzo Grande; il 13 Marzo
2007, alla roulotte di un livornese senza dimora;
il 15 Marzo 2007 in Via del Limone (incendio di
carcasse di auto); il 26 Marzo 2007 alle Terme
ex-Corallo, precaria abitazione di persone senza
casa; il 28 Giugno all’oratorio salesiano;
e, infine, il 29 Giugno, la violenta rissa alla
Stazione, tra un gruppo di cittadini rumeni e
uno di italiani, e il successivo “assedio”
della Questura da parte di questi ultimi, per
chiedere la consegna degli stranieri “per
fargliela pagare”.
L’insieme di questi fatti dovrebbe spingere
a valutare le possibili connessioni tra i diversi
episodi. Si fa presente tuttavia che, al momento,
non vi sono elementi né per avvalorare
la tesi di violenze a sfondo razziale né
per smentirla; inoltre, non si hanno elementi
né per confermare né per smentire
eventuali connessioni tra queste vicende. L’avvocato,
perciò, chiede indagini in queste direzioni,
senza per il momento formulare un’ipotesi.
Ai
genitori dei bambini non sono stati concessi gli
arresti domiciliari, in quanto si tratta di famiglie
senza alloggio. Il Comune di Livorno si era in
un primo momento impegnato a fornire un’abitazione
per gli arresti domiciliari. Successivamente,
nel corso di un dibattito pubblico svoltosi in
presenza del Ministro Paolo Ferrero, il Sindaco
di Livorno Alessandro Cosimi ha dichiarato di
non essere disponibile a fornire l’alloggio.
Di conseguenza queste persone restano in carcere,
almeno finché qualcuno (Comuni o organizzazioni
di volontariato) non troverà un alloggio.
Sia
i genitori dei bambini, sia i parenti che abitano
a Pisa e a Livorno, hanno chiesto per settimane
la restituzione dei corpi dei bambini, per poter
celebrare i funerali.
I corpi sono stati restituiti in questi giorni,
a quasi un mese di distanza dal rogo, e i funerali
si terranno Venerdi 14 Settembre alle 11.
L’on.
Mercedes Frias, deputata alla Camera che si è
interessata alle vicende di queste famiglie, l’associazione
Africa Insieme e OsservAzione hanno intenzione
di lanciare una sottoscrizione pubblica per sostenere
queste persone, e per pagare le spese legali.
“Osservazione” mette a disposizione
il proprio conto corrente, .convinta che questa
iniziativa possa rappresentare, oltre che un utile
contributo per queste persone, anche una forma
di mobilitazione popolare a favore dei Rom.
Il
numero di conto corrente su cui effettuare i versamenti
è 000300047775 presso la Cassa Rurale di
Bolzano intestato ad Associazione Osservazione
ONLUS, coordinate bancarie IT 59 F 08081 11600
000300047775. Nella causale indicare "PER
LA DIFESA DEI GENITORI DELLE BAMBINE ROM MORTE
A LIVORNO "
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